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domenica 8 febbraio 2015

La Condesa sale sul ring. #MFShow

La Condesa sale di nuovo sul ring della moda.


Interbellum è una collezione che si ispira a un preciso periodo storico, compreso tra la fine della prima guerra mondiale e l'inizio della seconda, e in particolare a due figure opposte: il soldato stanco che rientra trionfante dal fronte e il l'aristocratico che, arruolatosi per una questione di onore, rientra invece sconvolto.

Il punto di incontro, un immaginario club di pugilato, dove sfogarsi con un paio di guantoni.

E il contrasto e lo scontro tra questi due mondi si traduce sulla passerella in capi confezionati con elementi e tessuti così opposti come velluto, paillette, lana cotta e serge di cotone.





Non manca lo stile military chic, con stampe mimetiche nei toni classici: verde e kaki.




Ma La Condesa non perde il suo tocco di classe e femminilità e reinterpreta la stampa militare anche nelle tonalità del lilla completandola con una sfumatura un po' più arty...




... ripresa anche sulle tele degli zaini, alle quali aggiunge un pizzico di luce con una base di lurex.


La giacca militare classica, identità del brand, rimane uno dei pilastri della proposta della marca...





... e viene affiancata da nuovo capospalla: la cappa.










Una collezione fedele alla traiettoria seguita fino ad ora da La Condesa, ma che si evolve, grazie anche a interessanti collaborazioni come quella con il collettivo Boa Mistura, che ha disegnato in esclusiva i graffiti presenti sugli accessori...


... e Neon Boots, che ha creato per questa collezione due modelli speciali di stivaletti: uno più aristocratico, in cuoio dorato con velluto broccato verde, e uno più rock, con dettagli fucsia e nero su una base di lurex.


Concludendo: La Condesa è salita di nuovo sul ring della moda e, come sempre, non ha deluso.

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martedì 6 gennaio 2015

Quando arte e moda si incontrano

Il mese scorso ho visitato la retrospettiva dedicata a Hubert de Givenchy presso il museo Thyssen-Bornemisza (se passate da Madrid prima del 18 gennaio ve la consiglio vivamente).


Vedere quei meravigliosi vestiti a confronto con alcune delle opere del museo...







... percepire riferimenti, connessioni tematiche ed estetiche attraverso questo dialogo diretto tra abiti e quadri, mi ha fatto riflettere sull'influenza dell'arte sulla moda.

Moda e arte. A quanto pare tutto ha inizio nel 1850 quando, dopo un lungo periodo di crisi economica cominciato nel 1848, si verifica un vero e proprio boom e vengono organizzate le prime Esposizioni Universali, 
grandi fiere affiancate, a partire dagli anni cinquanta del XIX secolo, dai magasins des nouveautés, luoghi in cui vengono esposti e venduti articoli di abbigliamento e accessori di vario genere; spesso situati all'interno di gallerie coperte dedicate al commercio con una porta d’ingresso centrale che si affacciava direttamente sulla strada, affiancata da due vetrine laterali in cui tessuti, cappelli e indumenti sono esposti, con un tocco artistico, su appositi sostegni e manichini: nuovi articoli di produzione industriale, prodotti in serie e venduti a costi contenuti.

Questa dottrina capitalistica, improntata su un sistema di produzione di oggetti in serie, a basso costo e privi di gusto estetico, crea i

presupposti che portano alla nascita di un movimento che mette in discussione il modello di produzione industriale degli oggetti: Arts and Crafts, fondato da William Morris nel 1851.

Basato su due principi: lavoro e creatività artigianale, questo movimento coinvolge tutte le forme di arte decorativa, moda compresa, proponendo un genere d’abbigliamento basato su principi estetici e lanciando il concetto del vestito estetico.

A partire da quest’esperienza, si inizia ad attribuire formalmente all'indumento un quarto valore, quello di opera d’arte, riconoscendogli un’importanza storico-documentale oltre a un’intenzione poetica. Si inizia a parlare di design della moda.


Tutto questo per arrivare a un grande esempio di crossover tra arte e moda: Elsa Schiaparelli, oggi considerata un’artista prestata alla moda, simbolo della modernità e, soprattutto, di come l’abito possa diventare un’opera d’arte da indossare.
Elsa Schiaparelli
La Schiaparelli trasformò artisti surrealisti in ideatori di stravaganze fashion, come il cappello-scarpa...
Cappello-scarpa | Autunno-Inverno 1937-1938
... o i guanti con unghie laccate firmati Dalí.
Guanti con unghie laccate | Inverno 1936-1937
La stilista si ispirò alle opere d'arte di grandi artisti per realizzare modelli unici per linea, colore, uso dei materiali e sperimentazione dei tessuti.
Vestito aragosta | 1937 | In collaborazione con Dalí
  
Vestito scheletro | 1938 | In collaborazione con Dalí

1937 | In collaborazione con Cocteau
Inverno 1937 | In collaborazione con Cocteau

Elsa Schiaparelli è un chiaro esempio di come due discipline estetiche come arte e moda si retro-alimentano, dando vita a creazioni uniche e meravigliose.

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mercoledì 16 luglio 2014

Il mare e il suo incantesimo... | #MFShow



SOLOiO ispirandosi alla figura di Jacques Cousteau, ai suoi look e al suo universo, ha creato una collezione coloratissima e ricca di stampe marine.


Fil rouge della sfilata, il leggendario berretto. Accessorio che Cousteau indossava in omaggio ai detenuti di Tolone, i primi che sperimentarono i suoi scafandri (il colore del berretto di lana dei detenuti indicava la durata della condanna: rosso per le condanne a tempo e verde per i condannati a vita).



E sulle note di melodie che ricordavano magiche atmosfere caraibiche abbiamo visto fondali marini brulicanti di pesci trasportati su capi in seta italiana e cotone puro...




E non poteva mancare un classico: la riga marinara...


... un capo che ha sempre avuto grandi ammiratori.



Ma ora mi fermo, e vi lascio con la chiusura della sfilata...


Video: Alessio Demartis

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sabato 12 luglio 2014

Non di solo borse vive Loewe

A due anni dalla morte della carismatica Lillian Bassman, grande artista e fotografa di moda, la Fondazione Loewe di Madrid, nell'ambito della sedicesima edizione di PHotoEspaña, le dedica la mostra "Lillian Bassman. Pinceladas", curata da María Millán.

Trenta scatti in bianco e nero di un’incredibile eleganza attraverso i quali la fotografa rievoca l'atmosfera onirica che avvolge modelle e lussuosi abiti di alta moda.




Le sue donne, femminili, forti e vulnerabili al tempo stesso, vengono proiettate in una dimensione sospesa tra sogno e realtà attraverso forti contrasti di luce, con immagini che vanno oltre a quello che è il mondo della moda a cui siamo abituati.




Un'esposizione davvero interessante che mostra come "nelle sue fotografie emerge l'influenza dei classici", come ha commentato María Millán, "nella composizione, nell'uso della luce, nelle linee e nelle trame".

E uno di questi classici è El Greco. Le figure allungate dei quadri del pittore le hanno ispirato figure femminili dalle mani affusolate e dai colli sottili, e scatti che trasmettono assoluta eleganza...




I contorni, sfumati e ammorbiditi grazie all'uso di pennelli (pinceles, in spagnolo, tecnica che ha portato al titolo della mostra: "Pinceladas") e prodotti chimici, mettono in risalto la raffinatezza delle figure. 


D'altronde, secondo la Bassman, il glamour di una donna riflette la percezione che questa ha di se stessa.

Se amante la moda e la fotografia, no vi potete perdere questa magnifica esposizione.

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Lillian Bassman. Pinceladas.

Loewe, calle Serrano, 26. Madrid. Dal 30 maggio al 31 agosto [Dal lunedì al sabato: 10:00-20:30. Domenica e festivi: 11:00-20:00].

Galería Loewe, Paseo de Gracia 91. Barcellona. Dall'8 settembre al 9 novembre [Dal lunedì al sabato: 10:00-20:30. Domenica e festivi: chiuso].

Prezzo: gratis